"C.A.T.: ROBOT E LATERALITA'"
Il progetto si prefigge di far acquisire al bambino, attraverso fasi di lavoro con difficoltà crescente, la propria lateraralità;

La sequenza di attività descritta in queste pagine

ha coinvolto bambini del gruppo "grandi".

1° FASE: PRESENTAZIONE DELL'OGGETTO CURIOSO E "PRIMI PASSI" SUL PIANO QUADRETTATO...
Oggi è arrivato a scuola un personaggio curioso: il "robosapien" un piccolo robot telecomandato che la tecnologia moderna ci ha messo a disposizione; qualche bambino lo conosceva già… per la maggior parte di loro però si è trattato di una novità. L'abbiamo fatto muovere per un po' su di un piano quadrettato predisposto tracciato sul pavimento del salone.Abbiamo pensato anche di dargli un nome ma alla fine i bambini hanno deciso di chiamarlo proprio "robosapien" come ha proposto uno di loro che conosceva già il suo nome.
Ora "robosapien" cammina avanti, indietro e ruota su se stesso rispettando le linee del piano quadrettato (ogni tanto fa un versaccio e anche balla…).
Propongo ai bambini di diventare loro stessi dei robot e di comportarsi un po' come fa lui, cioè camminare avanti, indietro e ruotare sulle linee e sugli incroci del piano.

Il gioco sul piano quadrettato deve rispettare tre semplici regole:
1. i passi in avanti si fanno da incrocio a incrocio
2. i passi indietro si fanno da incrocio a incrocio
3. sull'incrocio si può ruotare di 90° di "qua" o "là" (le definizioni "destra" e "sinistra" verranno introdotte successivamente) e quindi cambiare direzione.

I bambini/robot provano a camminare liberamente in gruppo sul piano quadrettato cercando di rispettare le tre semplici regole enunciate. Sperimentano i passi e la rotazione tre bambini/robot alla volta facendo attenzione a non scontrarsi fra loro...
… ogni tanto vanno a salutare il loro amico "robosapien"…

2° FASE: DEFINIZIONE DI REGOLE E RUOLI PER MUOVERSI SUL PIANO QUADRETTATO...

Ora i bambini si mettono a coppie e si definiscono due ruoli:
1) il robot;
2) il bambino che segna la strada percorsa dal robot.

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Ad ogni passo del bambio-robot, il compagno appoggia una strisciolina di carta
mentre sull'incrocio dove viene effettuata la rotazione, viene appoggiato un cerchio.I bambini/robot sono molto pazienti ad aspettare il proprio turno… e osservando gli altri qualcuno si accorge che possono risultare anche delle immagini stilizzate disegnate su pavimento, allora decide di costruirne una di proposito: Anna decide di costruire una scala, e poi torna indietro disegnando una scala parallela e così Enrico afferma che adesso la scala è diventata un albero di Natale.

Viene riproposto il gioco del bambino/robot con una variante che ne aumenta sia la difficoltà che il numero di partecipanti nel gruppo:
1) il comandante che guida il robot;
2) il robot;
3) il bambino che segna la strada percorsa dal robot;

il comandante guida il bambino/robot e perciò gli indica la strada che deve percorrere (es.: avanti, indietro, gira…);
il robot esegue con attenzione le consegne espresse dal comandante e compie dei passi avanti, indietro, si gira sul posto;
un bambino segna con e la strada percorsa dal bambino/robot.

A turno i gruppi di tre bambini giocano.
Fin da subito i bambini/comandanti si trovano di fronte ad una difficoltà: come far capire ai bambino/robot da quale parte devono girare… le strategie messe in atto per farsi capire sono differenti: c'è chi usa la frase "gira di là" o "gira di qua", chi usa l'indicazione "gira a destra" e "gira a sinistra" (piuttosto a caso…), alcuni accompagnano la consegna verbale con un gesto della mano,C oppure B , altri danno indicazioni riferite a persone o luoghi come ad esempio "girati verso Leonardo" o "girati verso la vetrata". Dato che spesso per il bambino/robot è difficile capire in quale verso deve girarsi, gli amici che stanno a guardare danno indicazioni per aiutarlo ("… no, hai sbagliato… devi girare dall'altra parte… ecc…").
Alla fine di ogni percorso risulta sempre un'immagine sul piano quadrettato.