ISTITUTO COMPRENSIVO DI FAVARO
Domande, riflessioni, pareri in tema di educazione

spazio - lettura
Dedicato ad insegnanti, genitori , ragazze, ragazzi e a tutti coloro che desiderano riflettere sui temi
- educazione - e
- formazione -
La proposta di lettura di brani tematici non ha la presunzione di fornire risposte o soluzioni bensì essere il principio di considerazioni su temi che coinvolgono tutti coloro che si incontrano nell'ambiente-scuola

ARCHIVIO

di GIOVANNI BOLLEA
- Conosco un solo antidoto:
una famiglia che funziona -

da Feltrinelli editore in profondità/ news

Marco Lodoli
- "Sulle pagine del quaderno un' infanzia dentro le righe" -

Nicola Casaburi
"VIA ITALIANA ALLA CITTADINANANZA"

da "la scuola con voi"

Nicola Casaburi
"STORIA DI ASINI, DI UN BASTONE E UNA CAROTA"

da "la scuola con voi"

Nicola Casaburi
"BULLISMO DI FAMIGLIA"

da "la scuola con voi"

Vittoria Luciani
BAMBINI ANNOIATI
, GENITORI ALLARMATI
da pagine bimbo star bene in famiglia

Federica Bosi
commenta un pensiero di Vittorino Andreoli
da Scuole in gioco - Creatività è Benessere

"Il futuro dei bambini è nel presente", è lo slogan della Conferenza sull'Infanzia e sull'Adolescenza; e ancora si legge nelle finalità della conferenza: "questa iniziativa rappresenta un grande momento istituzionale di ascolto, elaborazione e partecipazione su temi che interessano non soltanto gli "addetti ai lavori", ma anche bambini, ragazzi e famiglie". La storia di Luca non si colloca propriamente in questo contesto; forse a lui non è stato chiesto che cosa ne pensa…forse bisogna iniziare ad ascoltare davvero i bisogni dei bambini.

DALLA PARTE DI LUCA (8)
da "la scuola con voi" rubrica "scuola in cronaca"

Da Il Corriere della Sera, del 31 ottobre 2009
E L'Unione Sarda, del 31 ottobre 2009

Narrano le antiche Storie che il re Salomone, dovendo sentenziare dell'appartenenza di un bimbo neonato ad una delle due donne che ne reclamavano insieme la maternità, abbia infine afferrato la spada nel gesto di far del bimbo due parti da consegnare equamente a ciascuna delle due pretendenti. Sappiamo tutti come andò a finire: la madre vera risultò essere quella che, in tale frangente, non esitò a rinunciare al figlio stesso pur di salvargli la vita.

Affiora alla mente questo sublime aneddoto nel leggere la piccola cronaca di Cremona, lì dove si dà conto di due giovani coniugi che, trovato l'accordo per separarsi civilmente, una analoga concordia non trovano quando si tratti della sistemazione scolastica del loro pargolo ("Dal giudice per l'asilo del figlio", in "Il Corriere della Sera" , 31 ottobre '09). Ciascuno dei due reclama davanti al giudice la frequenza di una scuola vicina alla propria personale abitazione: lei, a Cremona; lui, in provincia, a 15 km da lì. In attesa dell'ordinanza del Tribunale, mentre il bimbo resta a parcheggio presso i nonni, ci sia concesso attendersi questo salomonico sviluppo della vicenda. Il giudice, quando ogni tentativo di mediazione sarà irrimediabilmente fallito, impugnerà provocatoriamente lo spadone dell'imparzialità e sentenzierà che Luca frequenti, alternativamente, per una settimana la materna di Pozzaglio e per un'altra la materna di Cremona. A quel punto scatterà certamente il lieto fine: ognuno dei due giovani coniugi, pur di fare schermo all'equilibrio interiore del proprio bimbo, minacciato dallo zigzagare emotivo ed affettivo tra luoghi e cose e persone, farà a gara per rinunciare alla propria pretesa sottomettendosi alla volontà dell'altro. Ma andrebbe proprio così?

Non lo sappiamo. Sappiamo invece che Luca, uscisse indenne dal contenzioso familiare, potrebbe trovarsi - al termine della materna - a frequentare uno di quegli Istituti Comprensivi ove la regola è di non andare al bagno per più di una volta nel corso della mattinata; scuola dove, ne viene di conseguenza, è vivamente sconsigliato assumere liquidi ("Decimomannu, pipì col cronometro", in "L'Unione Sarda", 31 ottobre '09).

Un momento!

Se nei confronti dei genitori - che, indisposti a trovare una soluzione condivisa sull'organizzazione della sua vita scolastica, hanno affidato la "pratica" alla decisione di un giudice - il piccolo Luca può ben limitarsi ad esprimere un filiale, energico biasimo, con chi dirige quell'Istituto Comprensivo egli dovrà regolarsi in modo tutt'affatto diverso. Lì, a Cremona, c'è stato pur sempre il rispetto della legge; qui, a Decimomannu, l'offesa è stata portata direttamente su un principio fondamentale della nostra convivenza democratica.

La "dignità della persona". Che, a seguito delle incancellabili nefandezze compiute nel corso dell'ultimo conflitto mondiale, è entrata di slancio in tutte le moderne carte costituzionali affiancandosi ai tre grandi valori rivoluzionari del XIX^ secolo. Di slancio e con una pluralità di significati. "Dignità" è allora diritto alla vita; diritto all'integrità della persona; proibizione di trattamenti inumani o degradanti; dignità kantianamente intesa come diritto a non venire mai considerati e trattati come oggetto, ma sempre come fine; "Dignità" che finisce per essere, insomma, madre - oltre che compagna - dei grandi ideali di "Libertà" e "Uguaglianza".

Sbaglia, allora - secondo voi - il piccolo Luca, nel suo piccolo bisogno conculcato, ad appellarsi a questo stesso concetto di dignità umana quando corre per una seconda volta ai bagni della scuola? Di certo, gli darebbe ragione chi, tessendo i mille fili del concetto di dignità, ne sfila dall'ordito e ce ne consegna uno che va per l'appunto sotto il nome di "rispetto della contingenza corporea dell'uomo".(*)

A New York, il 20 novembre 1989, l'Assemblea Generale delle Nazioni Unite approvava la "Convenzione sui diritti dell'Infanzia" al cui art. 28 così si legge: "Gli Stati parti adottano ogni adeguato provvedimento per vigilare affinché la disciplina scolastica sia applicata in maniera compatibile con la dignità del fanciullo in quanto essere umano e in conformità con la presente Convenzione".

Faremmo bene, tutti, a ricordarcene.

Nicola Casaburi

(*) F.Bartolomei, La dignità umana come concetto e valore costituzionale, Torino, 1987, p.87